PAMPHLET#6 – Creatività e riuso

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Come può sposarsi il concetto di creatività all’uso e riuso di materiali o prodotti?

Con un atteggiamento che, se da un lato appare più responsabile, dall’altro offre la possibilità di indagare su un mondo col quale dimentichiamo, spesso, di confrontarci.

A chi non vi si fosse già imbattuto, consigliamo di dare un’occhiata alle immagini del fotografo americano Chris Jordan per rendersi conto della quantità di rifiuti che la nostra società riesce a produrre. Forse potrebbe bastare per iniziare a pensare di voler recuperare, almeno in parte, i così detti leavings, prodotti dismessi, casuali o di raccatto: ottimo materiale a costo zero.

In realtà non si tratta davvero di materiali casuali, ma anche e soprattutto di materiali ricercati: non si usa davvero ciò che capita, ma ciò che si cerca.

Nel design il riuso esiste da più di cinquant’anni anche se non con la valenza ambientale che oggi gli attribuiamo. Lo scopo era soprattutto quello di sperimentare le contaminazioni tra settori diversi. Specialisti in questo erano i fratelli Castiglioni: nelle loro mani un sedile da trattore diventava uno sgabello e un faro di automobile una piantana. Crediamo sia questo l’atteggiamento importante in operazioni di questo genere. I materiali o i prodotti, seppur di recupero, dovranno essere utilizzati come tali: selezionati e finalizzati a una volontà; la creatività dovrà tener conto di una precisa strategia progettuale. Di tutto il ventaglio di opzioni quali sono o quale è quella che meglio si adatta alle caratteristiche del materiale o dell’oggetto che sto usando? Qualsiasi sono i vantaggi che questo materiale/oggetto può darmi? Il rispetto per l’ambiente va certamente di pari passo con la scelta del riuso, ma non è certamente l’unico aspetto di cui tener conto o il principale per definire un prodotto sostenibile. La sostenibilità è da intendersi come un processo continuo, durante il quale si tenta di coniugare tre aspetti fondamentali e inscindibili: ambientale, economico e sociale, tenendo conto delle loro reciproche interrelazioni. Il riuso creativo riesce a diventare design nel momento in cui intraprende un percorso di analisi e sintesi che è proprio delle discipline progettuali. L’espressione che ci piace di più è risemantizzare l’oggetto, in modo non banale e riproponendolo in un differente contesto funzionale. Da questo presupposto è chiaro che non si tratta solo di una messa in ordine. Alla scelta deve seguire una volontà di condurre di volta in volta gli elementi selezionati ad unitarietà e semplificazione, maniera organica, in un sapiente gioco di addizione e sottrazione.

 

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