PAMPHLET#3 – Contemporary Housing

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Society is transforming. Transformation can mean dynamics, communication, ubiquity, but also displacement, denial of identity. The very concept of “home” is no longer due to the traditional model, synonymous of permanence and stability. The contemporary house can easily become a “temporary” residence, the emblem of mobility that characterizes our era. Nowadays, the design of living space becomes the design of temporality and flexibility, the need of easy and rapid changements, it raises the question of recognition of the diversity of living and the different interactions that the space is able to establish with the items with you report, while at the same time to affirm the presence of the individual in a context. The house, however, tend to better represent the identity of the person who lives with his habits, his propensities innovative, its creative capacity. Comfort and welfare housing, were by definition associated with a high lifestyle, remains the core of design, without, however, these involve the obligation to unsustainable costs. With the thinning of human activities, the distinction between work time and home time is becoming less clear. They become styles of life. The new space for living changes over time and takes different functions as do its work and present it to others. The paradigm of computing and communication make it technologically advanced. There are no longer clear boundaries between public and private space that help define a unified framework for living. [...]

(Introduction to 3080 project)

La nostra società è in trasformazione. Trasformazione può voler dire dinamismo, comunicazione, ubiquità ma anche sradicamento, negazione di identità. Il concetto stesso di “casa” non è più riconducibile al modello tradizionale, sinonimo di permanenza e stabilità. La casa contemporanea può facilmente diventare una dimora “temporanea”, emblema della mobilità che caratterizza la nostra epoca. Oggi la progettazione dello spazio abitativo diventa anche progettazione della temporalità e della flessibilità, dell’esigenza di facile e celere cambiamento; pone la questione del riconoscimento della molteplicità dell’abitare e delle diverse interazioni che lo spazio è in grado di instaurare con gli elementi con cui si relaziona, riuscendo al tempo stesso ad affermare la presenza dell’individuo in un contesto. La casa tende comunque a rappresentare al meglio l’identità della persona che la abita, con le sue abitudini, le sue propensioni innovative, la sua capacità creativa. Comfort e benessere abitativo, stati per definizione associati ad un alto stile di vita, restano alla base della progettazione; senza tuttavia che questi comportino l’obbligo di costi insostenibili. Con la fluidificazione delle attività umane, anche la distinzione tra momento lavorativo e momento domestico è sempre meno netta. Si trasformano gli stili di vita. Il nuovo spazio per abitare cambia nel tempo e accoglie funzioni diverse come svolgere il proprio lavoro e presentarlo ad altri. Il paradigma informatico e della comunicazione lo rendono tecnologicamente evoluto. Non esistono più confini netti tra spazio pubblico e privato che aiutano a definire un contesto unitario per l’abitare [...]

(Introduzione al progetto 3080)

 

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