PAMPHLET#8 – BIOLOGICAL WORLD vs PRODUCTION PROCESSES

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Charles Darwin, with the book The Origin of Species, published in 1859, introduces the theory on evolution of living beings, definitely putting into question the defended hitherto view of a never changing world. At the base of adaptation and speciation processes (evolutionary process leading to new species), there is the concept of a natural selection that occurs when structural and behavioral changes of a living organism, exposed to a particular environment, are made to a test.  It follows that living organisms that can survive and reproduce to ensure generational replacement, had a high level of integration and better adaptability to environmental factors and their change over time. Adaptation is the key to evolution.

THE EVOLUTION OF PRODUCTION PROCESSES
For millennia, the craft has evolved into a socio-economic context where the almost constant process of converting raw materials into products was based on well established techniques. In the eighteenth century, something changed. The appearance of the machine, as a mechanical evolution of the craft, able to achieve unrivaled production efficiency, irreversibly upset the balance of centuries. In a global context that was changing fast, the industrial miracle, compared to craftsmanship, proved the most suitable and better structured body to reach the economic resources of consumers. On the other hand, as an attempt to make their products more competitive, the craft underwent a slow and isometimes desperate process of adaptation to the context. Just think that today many artisans have a sort of micro factory based on machines, assigning to their hand just the task to a final assembly and finishing. We all have some items which we could not say for sure if they were made using an industrial or handicraft process. The question is: is imitating industrial structures and behaviors the only way to revive the partial extinct craft? Absolutely not! To not let it remain a victim of Darwinian natural selection, the way of “contextualization”, a walk on contemporary world in search of opportunity, innovation and a continuous update by starting the process of adaptation and integration in the ecosystem, it seems the best solution, if not the only one. Walking this way and believing that unity is strength, a designer can be a good ally, not only contributing to product innovation, to experimenting new techniques and materials, but also in helping to free the craft from any unfounded inferiority complex and get back to being himself: Téchne (art) in the service of human being.

BEYOND THE LOCAL LEVEL
One of the greatest opportunities of this era is the ability to overcome territorial boundaries, to show off one’s products and to distribute them over a local level, opportunities once reserved only to big companies and a selected few; thanks to Web: an environmental resource as rich as a must to achieve business goals. A showcase of local to global.

(pamphlet published on Glocal Handmade catalog)

 

Charles Darwin, con il libro L’origine delle specie, pubblicato nel 1859, introduce la teoria sull’evoluzione degli esseri viventi, mettendo definitivamente in discussione la concezione sostenuta fino ad allora di un mondo immutabile. Alla base dei processi di adattamento e speciazione (processo evolutivo che conduce alla formazione di nuove specie), pone il concetto della selezione naturale che avviene nel momento in cui le variazioni strutturali e comportamentali di un organismo, esposte a un determinato contesto ambientale, vengono messe alla prova. Ne segue che gli organismi in grado di sopravvivere e riprodursi, assicurando il ricambio generazionale, possedevano un alto livello d’integrazione e migliore adattabilità ai fattori ambientali e alla loro mutazione nel tempo. L’adattamento è la chiave dell’evoluzione.

L’EVOLUZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI
Per millenni, il mestiere dell’artigiano si è evoluto in un contesto socio-economico pressoché costante dove il processo di trasformazione delle materie prime in prodotti utilizzava tecniche ormai consolidate. Nel XVIII secolo qualcosa cambiò. L’apparizione della macchina, intesa come evoluzione meccanica del mestiere dell’artigiano, in grado di raggiungere un’efficienza produttiva senza eguali, sconvolse irreversibilmente un equilibrio instauratosi nei secoli. Rispetto all’artigianato, in un contesto globale che ormai cominciava a mutare a ritmi sostenuti, il miracolo industriale si rivelò l’organismo più adatto e meglio strutturato per giungere alle risorse economiche messe a disposizione dai consumatori. Dall’altra parte, nel tentativo di rendere più competitivi i propri prodotti, l’artigianato subì un lento, e in alcuni casi disperato, processo di adattamento al contesto. Basti pensare che oggi molti artigiani, dispongono di vere e proprie MICRO FABBRICHE, ovvero di mini officine fondate sull’uso delle macchine, assegnando alla manualità il compito di assemblaggio e rifinitura. Il fatto stesso che tutti noi disponiamo di articoli dei quali non sapremmo affermare con sicurezza assoluta se siano stati realizzati mediante un processo industriale o artigianale, è indicativo. La domanda è: imitare strutture e comportamenti industriali è l’unica strada per risollevare l’artigianato, in parziale via d’estinzione? Assolutamente no! Affinché esso non resti vittima della selezione naturale darwiniana, la via della “contestualizzazione”, ovvero la riemersione nella contemporaneità in cerca di opportunità, innovazione e continuo aggiornamento avviando processi di adattamento e integrazione nell’ecosistema, sembra la soluzione più giusta, se non l’unica. Nell’intraprendere questo percorso e nella convinzione che l’unione fa la forza, la figura del designer può rivelarsi un ottimo alleato, non solo nel contribuire all’innovazione dei prodotti, nello sperimentare tecniche e materiali favorendone l’evoluzione, ma anche nell’aiutare l’artigianato a liberarsi da ogni infondato complesso di inferiorità e tornare ad essere se stesso: Téchne (arte) a servizio dell’uomo.

OLTRE IL LIVELLO LOCALE
Una delle più grandi occasioni offerte da questa era è la possibilità di poter superare i confini territoriali, di far conoscere i propri prodotti e distribuirli oltre il livello locale, opportunità fino a pochi anni fa riservata solo alla grande industria e a pochi eletti, tutto grazie al web: una risorsa ambientale tanto ricca quanto d’obbligo per giungere ai propri scopi commerciali. Una vetrina globale del fare locale.

(pamphlet pubblicato su Glocal Handmade catalog)

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